La Storia

La storia di Marianopoli

LA STORIA ANTICA

Marianopoli è stata fondata dal barone Della Scala,  che,  allo scopo di colonizzare il feudo Manchi,  nel 1726 ottenne di trasferirvi una colonia di Greci albanesi, nel 1801 prende il nome attuale. Il centro urbano ha un impianto ortogonale con isolati rettangolari.

Al centro si apre la piazza Garibaldi, definita a Ovest  dalla settecentesca Chiesa di San Prospero.

In piazza Garibaldi è stato nel 1984 istituito un interessante Museo Archeologico regionale, che contiene materiale da Castellazzo, dall’abitato di Balate e dalla necropoli di Valle Oscura.

Il Museo si articola su due piani: al primo piano nella I° sala è esposto il materiale degli Insediamenti preistorici di M. Castellazzo (dal neolitico alla prima età del Bronzo) e di M. Balate – Valle Oscura (cultura di Vallelunga, prima età del Bronzo); la 2° sala contiene reperti provenienti dall’abitato di Balate e due stele con iscrizioni greche relative a una dedica o commemorazione; la 3° sala espone ricchi corredi dalla necropoli greco-indigene di Valle Oscura (sec. VI a.C.), con ceramica dipinta greca e indigena.

Al 2° piano sono esposti i reperti dell’abitato di M. Castellazzo e corredi della piccola ma ricca necropoli ellenistica (metà sec. IV a.C.) con ceramica siceliota a figure rosse e ceramica dello stile di Gnatia.

Il Museo della Civiltà Contadina, nato dalla volontà di recuperare l’identità storica della comunità marianopolitana (o “manchese”), classificando e interpretando alcuni aspetti della vita contadina in ambienti appositamente ricostruiti. Oltre a vari attrezzi e utensili di uso domestico, custodisce collezioni etnografiche che ricostruiscono idealmente i vari cicli della vita rurale.

Nei dintorni di Marianopoli si stende una ricca zona archeologica; a est dell’abitato domina lo sperone roccioso del M. Castellazzo (m. 831), che si raggiunge dal bivio Chibbò , la strada per la zona Archeologica di M. Castellazzo.

Per una trazzera si sale dapprima a un terrazzo esposto a Sud-Est, dove è venuta alla luce una necropoli preistorica (età del Rame) con tombe a pozzetto e in “pithoi” e accanto un gruppo di tombe greche della seconda metà del sec.  IV a.C., qui si raggiunge il costone roccioso in cima, definito lungo i lati Est, Sud e Ovest da una cinta muraria che limitava l’abitato, dominato a Nord-Est  dell’acropoli; gli scavi hanno finora messo in luce un tratto della cinta muraria e un settore dell’abitato; tra questa è l’acropoli, con vari ambienti di età ellenistica (sec. IV- III a. C.), sotto i quali è stata accertata la presenza dell’abitato arcaico.

Circa 7 Km a sud del bivio Chibbò una strada privata conduce alla zona archeologica di M. Balate: qui gli scavi hanno finora  localizzato il tratto orientale della cinta muraria e la zona dell’acropoli, nella quale si è identificato un recinto sacro, da cui provengono le steli ora al museo di Marianopoli.

Più a Sud del Monte Balate, nella suggestiva contrada Valle Oscura, si è individuata la necropoli arcaica del relativo centro antico: in anfratti naturali di roccia vennero collocate di deposizioni funerarie già in epoca preistorica (prima età del Rame), e le stesse tombe vennero riutilizzate dalle popolazioni greco-indigene del sec.VI a. Cristo.”

Da: “Guida rossa”, Guide d’Italia del Touring Club Italiano, vol. 4, “Sicilia”, pp. 545-6, ed. 2012

LA STORIA RECENTE

Il periodo di fondazione di Marianopoli appare abbastanza controverso nella disamina effettuata dagli autori che si sono cimentati a ricostruire la storia dell’abitato.
Secondo il Rodanò, Marianopoli “nel primo del volgente secolo non si componeva che di sole capanne, indi vi apparve qualche miserabile casupola, fu fondata sulla fine del secolo diciottesimo nel feudo Manchi dalla famiglia Alliato, cui appartenevasi”. L’autore precisa, inoltre, che “la storia di nostra terra non ne fa menzione, ed appare la prima volta nella partizione giurisdizionale del 1819 con pochi abitanti che oggidì, giusta il censo statistico del 1854 ammontano a 1951”.
Il De Spuches scrive che Marianopoli fu “fabbricato dopo il 1801 nel ex feudo Manchi di Bilici” dal barone Vincenzo Paternò Lombardo, il quale, “per aver costruito l’abitato ebbe concesso il titolo di Marchese sul feudo Manchi di Bilici”.
Anche il Di Marzo è dell’avviso che la fondazione di Marianopoli è da far risalire agli inizi del XIX secolo, poiché la prima notizia in merito al paese la si ha “nel censimento del 1831”.
Di diverso parere è invece l’Amati, Marianopoli – afferma – sorse verso la metà del 1700 “per opera del barone della Scala Lombardo per mezzo di una colonia greca chiamata dall’Epiro”.
Il sacerdote Luciano Vullo è dell’opinione che “non si può precisare l’anno della fondazione del paese di Marianopoli”; tuttavia, continua, “in una casa edificata dai religiosi francescani del convento della vicina San Cataldo ancor si vede nella parte esterna un’edicola col quadro del poverello di Assisi, il Serafico San Francesco, e al di sopra dell’edicola, in un mattone bene conservato, si legge: 1740. Sarà certo quella una delle prime case in muratura che sorsero nel nascente paese”.

Da questa inconfutabile prova, tuttora esistente, padre Vullo è portato a concludere “che il paese era già fondato prima di quell’epoca”, vale a dire qualche decennio precedente l’anno 1740.
Dal canto suo, il Mulè Bertòlo, utilizzando argomentazioni diverse da quelle del Sacerdote, arriva alle stesse conclusioni. Nel confutare le tesi del Rodanò e del Di Marzo, egli ammette che l’origine di Marianopoli è da far risalire alla prima metà del 1700 e per meglio supportare la sua asserzione, chiama in causa il marchese Vincenzo Mortillaro, ”al quale – scrive il Nostro – nel 1836 fu affidata la cura di pubblicare l’opera importante di monsignor Angelo de Ciocchis Sacrae regiae visitationis ecclesiarum Siciliae”.

Il Mortillaro, continua il Mulè Bertòlo, “nell’appendice che fa seguire all’opera, scrive a p. 114: Questo comune fu dimenticato nella enumerazione del 1798. Inoltre trova fra i nomi dei comuni della diocesi di Nicosia messi in rassegna dal De Ciocchis quello di MARIANOPOLIS: ciò prova l’esistenza di questo comune ai tempi della sacra visita fatta da De Ciocchis che ebbe luogo dal 1741 al 1743”. Per tali motivi, conclude il Mulè Bertòlo, “l’origine di Marianopoli deve riferirsi, senza tema di errare, alla prima metà del secolo XVIII“.

Non soddisfatto appieno da questa prova, l’autore cita un passo, tratto dalla Storia generale della Sicilia di F. Ferrara, che è del seguente tenore: “Da Vallelunga, a 26 miglia da Vicari, se si va a scirocco, si fa un miglio in una vallata, si esce in una pianura di più miglia, si passa la campagna MARIANO, dov’è Marianopoli o Manchi di 1.000 abitanti nato sono circa 80 anni e del quale i primi abitanti furono greci che abbandonarono indi il luogo…”.

Il Mulè Bertòlo, considerando che l’opera del Ferrara fu pubblicata nel 1834, arguisce che detraendo ottanta anni da tale data “ci riportiamo alò 1754” periodo in cui egli giudica “essersi fondato il villaggio”.

Secondo Francesco Paternò Castello, duca di Carcaci, il Comune di Marianopoli è sorto nel 1750, grazie ad “un gruppo di Schiavoni chiamati dal Barone della Scala a popolare e coltivare il feudo Manchi.”

Questa tesi, di notevole interesse storico, è basata sullo studio di documenti in possesso dell’Archivio di Stato di Catania. Prima di riassumerla ampiamente riteniamo utile, per agevolare la comprensione dei fatti narrati dal duca di Carcaci, tracciate per grandi linee il quadro storico in cui si inserisce quel vasto processo di popolamento delle zone interne della Sicilia, che si concluderà con la nascita di moltissimi centri abitati, tra cui Marianopoli.

LATIFONDO ED IMMIGRAZIONE NEL CENTRO SICILIA .

Pagina aggiornata il 12/10/2023

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